È possibile riciclare o donare una “seconda vita” alle batterie?
Al termine del loro utilizzo nei veicoli, le batterie agli ioni di litio conservano spesso una capacità residua che le rende ancora idonee per applicazioni stazionarie, come i sistemi di accumulo di energia per impianti fotovoltaici o per la stabilizzazione delle reti elettriche. Questo riutilizzo, noto come “seconda vita”, consente di prolungare l’impiego delle batterie prima che vengano definitivamente avviate al riciclo.
A regolamentare l’intero ciclo di vita delle batterie, dalla produzione allo smaltimento, è il Regolamento (UE) 2023/1542, in vigore dal 17 agosto 2023. Questo quadro normativo introduce diverse disposizioni fondamentali per la gestione sostenibile delle batterie. Tra queste, l’obbligo di raccolta e riciclo di tutti i rifiuti di batterie, con obiettivi specifici per il recupero di materiali critici come litio, cobalto e nichel.
A partire dal 2031, inoltre, le batterie industriali e per veicoli elettrici dovranno contenere una percentuale minima di materiali riciclati: almeno il 16% di cobalto, il 6% di litio e il 6% di nichel. Un’ulteriore novità introdotta è il passaporto digitale della batteria, uno strumento che fornirà informazioni dettagliate sulla composizione, l’origine e il trattamento delle batterie, migliorando la tracciabilità e agevolando le operazioni di riciclo.
Tutte queste misure sono pensate per favorire un’economia circolare, ridurre la dipendenza da materie prime importate e contenere l’impatto ambientale legato alla produzione e alla gestione delle batterie.
Fonti:
- Regolamento (UE) 2023/1542 del Parlamento Europeo e del Consiglio
- Commissione Europea – Nuova normativa su batterie più sostenibili, circolari e sicure