Come spedire un’auto dall’altra parte del mondo

Come spedire un’auto dall’altra parte del mondo

28. 11. 2019

Entra e scopri il metodo quattro in uno. Come spedire una vettura fino all'altra parte del mondo.

Se l’India si trovasse in Europa, trasportare veicoli risulterebbe molto più semplice: le auto verrebbero caricate su camion o treni e portate ai concessionari per essere vendute.

Chiaramente questo non è possibile, l’India è lontana e il suo mercato è protetto da dazi di importazione. Nonostante però questi fattori imposti a ŠKODA per l’importazione in India dei modelli RAPID, OCTAVIA, KODIAQ e SUPERB, circa 17.000 automobili del Brand vengono vendute nel Paese ogni anno.

“Se i veicoli venissero esportati “interi” verso paesi al di fuori dell’Unione Europea, i costi sarebbero troppo elevati e renderebbero il prodotto finale troppo caro. Per questo motivo abbiamo cercato un compromesso: le auto vengono spedite smontate in diverse parti, secondo un processo di “knock-down” appunto, e poi riassemblate sul posto. Ogni paese ha regole differenti che devono essere seguite e il reparto di logistica ŠKODA ha il compito di coordinare il processo di imballaggio della scocca e delle altre componenti dei veicoli e la loro spedizione verso uno stabilimento localizzato dall’altra parte del pianeta.

“Proprio per rispettare le diverse regolamentazioni, bisogna distinguere tre fasi del “knock down” del veicolo”, spiega Ondřej Paclt, capo del dipartimento ŠKODA Foreign Projects al CKD Centre di Mladá Boleslav.

La fase più semplice del knock-down consiste nello smontare scocca e motore. In questo caso l’unica cosa utile per assemblare nuovamente l’auto è un sollevatore idraulico, di quelli che si usano comunemente in officina. Questo metodo di spedizione all'estero dimezza i costi di esportazione del 20%, legittimando così lo sforzo.

La fase intermedia del knock-down (definito anche semi-knock-down) include le parti e i componenti che non sono ancora stati assemblati e che avranno la stessa provenienza sulla linea di produzione. In questo caso, verranno montate nella sede di destinazione finale, ma al loro prezzo non verranno aggiunti i costi di pressatura, saldatura e verniciatura.

La terza fase è quella del knock-down completo, nella quale anche la scocca viene assemblata nel paese di destinazione.

Proprio per questo, il dipartimento di logistica dovrebbe essere considerato come parte integrante del processo di produzione. Infatti, praticamente, la linea di produzione viene interrotta e spedita dall’altra parte del pianeta, per poi essere ripresa da dove si era arrestata a migliaia di chilometri di distanza. In questo modo ŠKODA può assemblare nuovi veicoli in Cina, Russia, Algeria, Kazakhstan, Ucraina e India.

In India sono presenti due stabilimenti ŠKODA: ŠKODA AUTO Volkswagen India Pvt. Ltd. a Aurangâbâd e a Pune. I veicoli parzialmente smontati vengono mandati a Aurangâbâd, mentre quelli completamente disassemblati hanno Pune come destinazione.

Diamo un’occhiata più da vicino a come avviene l’imballaggio prima della partenza per l’India.


Il processo è Eco-Friendly ed economico

“Davanti a queste sfide di logistica, non bisogna solo chiedersi cosa inviare ma anche come, soprattutto se ci si vuole assicurare che il trasporto avvenga in maniera economica ed eco-friendly”, afferma Ondřej Paclt del Centro Logistica di Mladá Boleslav, che conta 1500 impiegati.

Infatti le auto ŠKODA smontate vengono trasportate nei container e le loro altre componenti vengono disposte in modo da occupare il minor spazio possibile. Col tempo, il sistema di imballaggio ha subito importanti variazioni e, grazie alle numerose ottimizzazioni, ogni anno i singoli container sono in grado di trasportare sempre un po' di più.

Nel 2000 un singolo container era in grado di trasportare due imballaggi con al loro interno due automobili, ognuno dei quali contenente scocca e le componenti non localizzate (e quindi non prodotte) in India. La prima miglioria è stata implementata nel 2006 per ridurre i costi della logistica e come risposta alla crescente quota di localizzazione. Questo cambiamento ha modificato il mix di componenti trasportati. È bastato l’inserimento della scocca nel container con una angolatura orientata diversamente ed è diventato subito possibile trasportare nello stesso spazio non due ma ben tre vetture ŠKODA. È nato così il concetto dei container tre-in-uno. Ulteriori sforzi per ridurre i costi e diventare più ecocompatibili hanno portato in seguito alla creazione del metodo che viene utilizzato oggigiorno, il quattro-in-uno, che sfrutta la capacità massima del container. Questa sofisticata soluzione, creata a Mladá Boleslav, si è aggiudicata il premio boemo Czech Container of the Year Prize nel 2016 e un premio internazionale, World Star, nel 2017.


Pieno fino all’orlo

Quando si deve fare una spedizione, le componenti vengono inserite all’interno della scocca in modo da sfruttare al meglio lo spazio a disposizione e riempire completamente il container. Lo scheletro dell’auto infatti viene riempito con scatole di cartone di diversa misura che contengono i vari elementi. Questi includono anche componenti provenienti da altri stabilimenti, che sono disimballate e rimballate prima della spedizione in modo che il maggior numero possibile di esse possa rientrare in un unico container.

Le componenti voluminose vengono imballate su speciali pallet di legno, ideati per contenere tutti gli elementi che verranno inviati insieme alla scocca. Ogni veicolo viene smontato in mille parti e il risultato finale somiglia al kit di un modellino Airfix, o a un set di cubi di plastica da bambini.

I vari elementi vengono poi ancorati sui pallet in modo da occupare il minor spazio possibile e rimanere fissati in posizione durante gli spostamenti, anche in caso di urti. Tutti i componenti hanno il proprio posto designato e un ordine specifico secondo cui devono essere attaccati ai pallet. Una volta fissati tutti gli elementi, la carrozzeria viene calata sopra questi ultimi. Così pronte, queste composizioni vengono caricate in un container.


Per terra e per mare

Primo step: il trasporto da Mladá Boleslav al terminal di Praga, Uhříněves, dove i container vengono scaricati dai camion e ricaricati su treni, per continuare il viaggio verso il porto di Rotterdam. Qui vengono imbarcati via nave attraversano il canale di Suez per raggiungere l’oceano Indiano. Le condizioni di viaggio sull’oceano sono estreme: l’aria è umida e salmastra e la temperatura all’interno dei container può raggiungere 70 °C. Per questo motivo sono stati studiati dei metodi per proteggere il prezioso carico al meglio, mantenendo però il materiale dell’imballaggio completamente compostabile, per evitare di inquinare l'ambiente.

Dopo 44 giorni e 11 705 km i container giungono finalmente a destinazione a Mumbai, dove vengono scaricati e caricati nuovamente su camion, per essere spediti o a Pune, che dista 180 km, o a Aurangâbâd, che è lontana 365 km. La temperatura, l’umidità e gli urti a cui è sottoposto un container vengono misurati durante il viaggio.

Il tratto finale di questa lunga spedizione è sicuramente il più breve, ma bisogna prestare molta attenzione, dato che la qualità delle strade non è ottimale. Ci sono molti dossi in India e gli autisti tendono a essere abbastanza impetuosi e non prestare attenzione, frenando all’ultimo: in questo caso c’è la possibilità di danneggiare i prodotti, come se cadessero dall’altezza di un metro.

“Il processo di logistica è il risultato di una costante innovazione e lo spirito Simply Clever di ŠKODA si riconosce anche qui. Non ci accontentiamo mai di quello che già abbiamo e siamo sempre alla ricerca di soluzioni per migliorarci e per abbassare i costi, mantenendo però alti i nostri standard.

I premi che abbiamo ricevuto sono prova del nostro successo”, afferma Jiří Cee, capo del dipartimento di logistica.